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All'amatissimo popolo tibetano
inviamo un pensiero di solidarietà
per le ingiuste persecuzioni subite
nel corso della lunga invasione del loro Paese
da parte della Repubblica Popolare Cinese
che, forte solo della sua prepotenza,
ha imposto con la forza la sua supremazia
al pacifico Tibet, con la complice e vile
indifferenza della maggior parte delle
Autorità mondiali, sebbene
moltissime persone abbiano provato
stima e simpatia per il popolo tibetano,
e siano impegnate in varie iniziative pacifiche
per aiutare questo popolo a sopravvivere.
Il Tibet è stato sacrificato sull'altare
pagano
delle leggi economiche,
della opportunità politica ma soprattutto
dell'egoismo e dell'ignoranza di tutti coloro
che sono pronti a difendere i diritti umani
solo quando ciò rappresenta
un affare conveniente.
Per quasi tutti i Capi di Stato del Mondo
l'adesione della Cina al WTO, evidentemente,
"val bene" il sacrificare il piccolo Tibet
nelle mani dei loro spietati aguzzini cinesi,
autoproclamatisi, chissà perché, "vera madre
patria" del Tibet, peraltro diverso non solo per
tradizioni e cultura, ma addirittura
per lingua e per alfabeto.
Sebbene anche noi gridiamo TIBET LIBERO,
riteniamo tuttavia che esso lo sia già,
molto di più di tanti popoli che si
ritengono liberi,
perché accettando i 3 Gioielli esso è
stato già liberato dalla sofferenza,
e gode anche degli immensi benefici
riservati a chi segue con perseveranza
il sentiero dell'Illuminazione,
sfidando le immense difficoltà poste
dalle persecuzioni, dalla violenza
e a volte perfino dal martirio.
Siamo anche riconoscenti
al quel misterioso e insondabile karma
che ha saputo utilizzare
il male per produrre il bene:
l'invasione del Tibet ha infatti indotto
una migrazione di Maestri in tutto il mondo,
contribuendo in modo
straordinario
alla diffusione della Via
che libera l'uomo dall'ignoranza
per condurlo alla vera Luce, alla buddhità.
Lungi dall'aver sconfitto il piccolo Tibet,
il colosso comunista ha dunque
inconsapevolmente
contribuito a determinarne
il successo spirituale a livello mondiale.
Volendo sopprimere, ha di fatto innalzato.
Volendo sconfiggere, è rimasto sconfitto.
Al tempo stesso, l'esilio di Sua Santità
il Dalai Lama ha prodotto una benedizione
per tutto il mondo, il quale ha potuto conoscere,
apprezzare ed amare questo Messaggero
di Pace e Maestro di Illuminata Saggezza,
esempio, simbolo e speranza non soltanto
per il Buddhismo tibetano, ma per tutto
il Buddhismo mondiale di tutte le tradizioni.
Om Mani Padme Hum
Grazie Tibet!
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