Dossier realizzato con il contributo di ex membri italiani della Soka Gakkai.
Prodotto dall'Associazione buddista
Sentiero del Fiore di Loto
Parte del materiale proviene da documenti raccolti dall'istituzione internazionale
The Victims of Soka Gakkai Association [Associazione Vittime della Soka Gakkai]

Informazioni sul fondatore della SGI - Soka Gakkai Internazionale
La sètta giapponese che diffonde un falso buddismo

Vedi anche: Soka Gakkai  -  VIDEO

DAISAKU IKEDA
UN AFFARISTA CHE HA STRUMENTALIZZATO
LA PACIFICA REPUTAZIONE DEL BUDDISMO
PER ESALTARE LA PROPRIA PERSONALITA' E
PER ESPANDERE LE SUE ATTIVITA' MILIARDARIE

Nel 2001, L'Asia Week Magazine lo metteva già al 19mo posto nella sua classifica degli uomini più potenti dell'Asia. Nella stessa classifica, il presidente della Sony Corporation è al 29mo posto, il presidente della Toyota al 35mo, il primo ministro dell'India al 40mo, il primo ministro dell'Australia al 46mo.

Come ha fatto un ex impiegato ad arricchirsi in modo così notevole?

Grazie al regime fiscale favorevole di cui godono in Giappone tutte le religioni, Daisaku Ikeda ha potuto trasformare la Soka Gakkai in un comitato d'affari quasi esentasse. Non solo: l'asservimento psicologico dei 12 milioni di adepti giapponesi della Soka Gakkai ha potuto creare una sorta di consorzio di consumatori in grado sia di boicottare i prodotti delle persone sgradite al Capo, che  di costituire uno zoccolo duro di consumatori fedelissimi, sempre pronti ad acquistare e a regalare innanzitutto i libri del Sensei ("maestro").

Anche supponendo che ogni adepto acquisti sia per sé almeno 4-5 libri l'anno, si tratta di ben 50 milioni di copie tranquillamente vendute nel solo Giappone, senza nemmeno bisogno di investimenti pubblicitari.

Se il Presidente ce l'ha con qualcuno in politica, non gli è difficile rovinarlo economicamente poiché ogni membro sarà lieto di fare qualcosa per la causa di kosen rufu, ad esempio cancellare importanti contratti di fornitura con persone scomode o bloccare la pubblicazione di libri "troppo critici".

Prima di lui, sotto i primi due Presidenti, Makiguchi e Toda, la Soka Gakkai era perlomeno una Associazione seria e devota, ma Ikeda, una volta divenuto Presidente, scopre l'enorme potere che deriva dal poter disporre di milioni di persone disposte a seguire sempre e comunque ogni parola d'ordine, ogni desiderio del Capo, ogni indicazione, ogni suggerimento.

Tale irresistibile ascendente mentale è stato abilmente utilizzato anche per "scendere in campo" sul terreno specificamente politico mediante la fondazione di un partito, il Komeito, che nonostante i suoi risultati elettorali limitati, si è talvolta reso disponibile nella formazione di maggioranze di governo.

Nonostante il Komeito sia oggi formalmente separato dalla SG, tutti i suoi apparati, dai politici fino all'ultimo impiegato, sono membri della Gakkai, e quindi sottoposti al fascino e soprattutto al potere indiscusso e indiscutibile di Ikeda.

Tra l'altro, ogni anno la SG tiene uno speciale meeting di leaders riguardante il sostegno al Komeito.

Di fronte a questi successi, Ikeda ha pensato bene di provare a riproporre a livello mondiale i risultati ottenuti in madrepatria. Fu così che nel 1975 nacque la Soka Gakkai Internazionale. Il sogno di Ikeda è quello di far sì che la Soka Gakkai possa contare in tutti i Paesi del mondo sul consenso di una parte significativa della popolazione.

Per ottenere questo risultato, la Soka Gakkai ha semplificato ed adattato, con qualche deformazione, il buddismo di Nichiren, realizzando una sorta di religione che sembra inventata negli studi della Walt Disney, perché è ingenuamente fondata sulla realizzazione dei propri desideri e delle proprie ambizioni, proprio come le fiabe di Cenerentola e della Bella Addormentata.

In pratica, una fabbrica di fantasie e di illusioni, l'esatto contrario del buddismo tradizionale, che anzi insegna a eliminare l'attaccamento quale condizione essenziale per superare la sofferenza e progredire in saggezza.

Tuttavia, è un fenomeno molto noto che la gente desidera essere ingannata, purché trovi rassicurazione e protezione psicologica. Quindi la Soka Gakkai non poteva certo espandersi velocemente insegnando il buddismo "vero", cioè quello che richiede dedizione, meditazione, ricerca,  contemplazione e rinuncia.

Chi desidera il successo in senso propagandistico, nonché la crescita numerica, dovrà piuttosto diffondere le promesse che tutti vogliono sentire, un po' come avviene in campagna elettorale:

"Desidero che voi, membri di Osaka, preghiate davanti a questo Gohonzon e riempiate le vostre vite di benefici. Recuperate la vostra salute se siete malati. Guadagnate abbastanza denaro per vivere confortevolmente se siete poveri. Portate avanti la vostra fede in modo perfetto e diventate felici." (J. Toda, discorso di inaugurazione del primo Centro culturale del Kansai, 4 gennaio 1956)
 

IKEDA ha sempre saputo curare la sua immagine investendo grosse somme per esaltare le sue ambizioni megalomani.

Nella foto qui a sinistra notiamo la sua foto nella stella al centro, mentre i suoi "uomini azzurri" (toh... sembra un congresso di Forza Italia!) partecipano ad una convention della Soka Gakkai giapponese.

L'esaltazione di sé stessi e l'assoluta mancanza della minima modestia è quanto ci può essere di più estraneo al buddismo, del quale tuttavia il sig. Ikeda si ritiene il maggior interprete contemporaneo.

In Giappone forse più che all'estero, Ikeda continua da anni la sua "guerra santa" contro l'odiato rivale Abe Nikken, patriarca della Nichiren Shoshu, la sètta buddista che ha scomunicato Daisaku Ikeda ritenendolo indegno e ha tolto alla Soka Gakkai ogni tipo di riconoscimento.

Per contro, su ispirazione dell'indiscusso capo Ikeda, vengono tenute abitualmente recitazioni per la distruzione del Tempio Nichiren Shoshu. La campagna di odio pare trovi terreno fertile tra i membri nipponici della Soka Gakkai, che arrivano a dipingere Nikken come "più malvagio di Osama bin Laden". Del resto a chi non si allinea con la campagna vengono profetizzate disgrazie e maledizioni.


IKEDA VIENE OSANNATO DAI FEDELISSIMI SEGUACI IN DIVISA AZZURRA


DAISAKU IKEDA AMA PROMUOVERE IL CULTO DELLA SUA PERSONALITA'
ANCHE CON MANIFESTAZIONI IN CUI CAMPEGGIANO SUE FOTOGRAFIE
ACCANTO A QUELLE DI PERSONAGGI STORICI E PRESTIGIOSI



Un altro clamoroso esempio della megalomania e dell'indole millantatrice di Daisaku Ikeda è riportato nel giornale buddhista CYBERSANGHA. In questo sito si racconta di come Ikeda ebbe la furbizia di creare un proprio Centro Culturale ad Harvard, con il deliberato scopo di tenervi delle conferenze in modo tale da sfruttare a livello mediatico l'enorme prestigio della sede universitaria americana, considerata la più importante istituzione educativa mondiale.

Le riviste della Soka Gakkai Internazionale descrivevano il "trionfo" di Ikeda ad Harvard. Nessuno ad Harvard ne sapeva niente, ovviamente, eppure nella stampa della SGI si continuava a enfatizzare i presunti inviti di Ikeda ad Harvard ed il rispetto di Harvard per la sua erudizione! Ovviamente non si specificava che Ikeda veniva invitato.... dal PROPRIO centro culturale, e si giocava sull'equivoco per indurre la gente a ritenere che gli inviti provenissero dall'UNIVERSITA' di Harvard.

Un vero capolavoro mediatico che evidenzia la capacità di Daisaku Ikeda di saper ricorrere a sottili astuzie psicologiche: imitare, sostituirsi, millantare, appropriarsi dell'altrui prestigio e dell'altrui fama.

Col tempo, dopo tanti finti riconoscimenti, alla fine c'è chi ci crede, e arrivano anche riconoscimenti veri, anche perché Ikeda non ha mai lesinato donazioni che potessero attirare la benevolenza di Istituzioni,  Organizzazioni internazionali, Stati.

Il protagonismo di Ikeda e l'ansia di ingrandire la sua fama lo hanno portato a compiere grossi errori, come le discutibili frequentazioni di dittatori sanguinari. Qui sotto lo vediamo insieme a Nicolae Ceausescu.


DAISAKU IKEDA INSIEME AL SANGUINARIO DITTATORE RUMENO CEAUSESCU

Nonostante la pretesa di apparire come strenuo esponente pacifista, Ikeda non ha mai avuto scrupoli nello stabilire rapporti con i politici compromessi con vari crimini. I suoi sostenitori, avendo generalmente perduto ogni capacità critica, per difendere in qualche modo l'onore del loro padre-padrone-maestro indiscusso, ricorrono ad una risibile giustificazione: Ikeda avrebbe visitato questi loschi dittatori per convertirli alla pace.

Nulla di più assurdo, innanzitutto perché nemmeno lo stesso Ikeda ha rilasciato dichiarazioni di simili intenti, inoltre nessuno di codesti tiranni ha minimamente modificato la sua condotta.

Qui sotto vediamo Ikeda con il dittatore panamense Noriega.


DAISAKU IKEDA E NORIEGA CONVERSANO COME VECCHI AMICI.

Non poteva mancare un incontro con Fidel Castro (vedi foto sotto).

 

DAISAKU IKEDA
INTRATTIENE FIDEL CASTRO,
DITTATORE CUBANO CHE HA
SEMPRE IMPEDITO IL RISPETTO
DEI PIU' ELEMENTARI DIRITTI
UMANI, COME LA LIBERTA' DI
ESPRESSIONE E DI PENSIERO.

 

 

Ikeda ha saputo coniugare il suo bisogno di apparire, con i bisogni dei capi politici più isolati, come appunto Ceusesku, Noriega e Castro, che avevano tutto da guadagnare ricevendo con tutti gli onori nientemeno che un leader "buddista".

In realtà nei Paesi sottoposti a tali dittatori non c'era una vera libertà religiosa, e anche gli altri diritti democratici erano calpestati.

Ikeda, dando credibilità a questi dittatori, si è dunque reso complice anche delle loro nefandezze, disonorando il nome e la reputazione del buddismo.

Daisaku Ikeda per rendere credibile la sua immagine di pseudo-pacifista impegnato per il bene dell'umanità, ha fatto ampio uso della tecnica di comunicazione che gli esperti chiamano "effetto alone".

Essa è ampiamente usata in pubblicità e consiste nell'accostare due oggetti, due immagini, due concetti o due persone, in modo che la reputazione dell'oggetto 1 sia "trasferita" nell'oggetto 2.

L'esempio più classico è un attore famoso e simpatico che beve un certo aperitivo. La simpatia del personaggio infuenzerà la percezione dell'aperitivo, che finirà per risultare, grazie all'effetto alone, un simbolo di successo, proprio come l'attore.

L'esperienza del centro di Harvard, che abbiamo ricordato in questa pagina, era già una applicazione della tecnica dell'effetto alone.

Ma Ikeda ha cercato di sfruttare la medesima tecnica quando ha ideato la farneticante campagna "IKEDA - GANDHI - MARTIN LUTHER KING" (vedi foto sotto).

Con questa campagna ha raggiunto veramente il colmo dell'impudenza. Un affarista giapponese senza scrupoli che osa accostare la sua figura a quella di 2 martiri della pace e della libertà è veramente un atto privo di qualsiasi scrupolo morale!

Nella rete internet circolano tuttora banner come questi:


 

Noi vorremmo proporre un altro tipo di paragone, che ci sembra molto più appropriato:

Vanna Marchi - Otelma - Ikeda

Ikeda non è solo un abile pubblicitario, ma anche un diplomatico scaltro. Per cui la campagna Gandhi-King-Ikeda non è fatta solo a base di fotomontaggi, ma anche distribuendo offerte generose al Gandhi Institute di Nashville e alla M.L. King jr International Chapel di Atlanta.

Ovviamente non è per fare della semplice beneficenza che Ikeda elargisce donazioni e contributi. Per lui si tratta di oculati investimenti, che hanno una enorme ricaduta finanziaria sulle sua attività commerciali e soprattutto sulle sue poco conosciute intermediazioni internazionali che lo vedono al centro di una complessa rete di rapporti, anche politici, sulla cui vera natura resta un certo mistero.

Recentemente Ikeda ha curiosamente arricchito la sua collezione di onoreficenze con il titolo di Ufficiale della Repubblica Italiana. Sarebbe interessante conoscere i retroscena di una così inatteso riconoscimento, ma sapendo come vanno le cose in Italia, questo episodio non fa altro che gettare ulteriori sospetti sulle attività di Daisaku Ikeda.

Vedi anche: SOKA GAKKAI